dicembre 3, 2023

Cavallo e infestazioni parassitarie

Importanza della prevenzione e l’antielmintico-resistenza

Ad ogni cambio di stagione è opportuno chiedersi se e come affrontare una terapia anti-elmintica; veterinario e/o farmacista sono le figure indicate a consigliare il farmaco adatto e la frequenza del trattamento, tuttavia a causa della minaccia di antielmintico-resistenza, è bene intervenire solo selettivamente e non precauzionalmente.

Tutti i cavalli possiedono un carica di parassiti nell'intestino, chiamati ospiti normali. Quando questa carica aumenta esponenzialmente a causa di una nuova infestazione (oro-fecale), possono insorgere dei problemi all'intestino o agli organi interni dell’animale.
I cavalli più vulnerabili sono quelli con un sistema immunitario compromesso a causa dell’età, come soggetti anziani e puledri oppure a causa di carenze nutrizionali derivanti anche dal tipo di allevamento.

Attraverso il pascolo, il cavallo ingerisce le uova dei vermi presenti nell'erba, che una volta all’interno del suo organismo, si sviluppano in forme adulte; queste si nutrono e producono di nuovo uova che verranno poi espulse con le feci, contaminando l’ambiente esterno.
La popolazione parassitaria trasmessa dalle feci del cavallo potrebbe quindi re-infestare nuovamente il cavallo stesso e gli altri cavalli che pascolano nella stessa area; per tale motivo, a fini preventivi, è sempre consigliato:

  • il controllo delle feci (FEC = conta uova fecali entro le 200 uova/g) e la loro rimozione costante
  • il mantenimento dei box asciutti
  • l’allontanamento dei cavalli dai pascoli più vecchi e più sfruttati 
  • l’utilizzo di rastrelliere e mangiatoie per il fieno 
  • bassa densità di animali al pascolo

Quando non si può tenere sotto controllo la carica parassitaria, tanto negli animali come nell'ambiente, è possibile somministrare un trattamento antielmintico; se fino ad oggi la normale prassi è stata quella di effettuare un trattamento ogni 6 mesi, per il cavallo in stalla e ogni 2 mesi, per il cavallo al pascolo, ora la tendenza è quella di somministrare tali farmaci solo se strettamente necessario, per non indurre i fenomeni di anti-elmintico resistenza.

Il funzionamento dei farmaci anti-elmintici si basa sulla rottura del ciclo vitale dei parassiti e sulla specificità nei confronti delle diverse classi.
vermi più frequenti per il cavallo si raggruppano in 2 categorie:
nematodi (vermi cilindrici):

  • strongili, piccoli e grandi: i grandi sono i più pericolosi per la salute mentre i piccoli hanno una bassa patogenicità; sono tipici dei soggetti adulti e vengono consigliati trattamenti nei periodi da novembre a febbraio
  • ascaridi: sono più insidiosi per i puledri, con una trasmissione che può avvenire al pascolo e in scuderia
  • ossiuri: più comuni in cavalli adulti, possono provocare irritazione e prurito nella zona anale e sono frequenti anche in cavalli a stabulazione fissa
  • cestodi (vermi piatti):
  • tenie: la cui trasmissione avviene solo al pascolo, per le quali sono consigliati trattamenti da marzo a ottobre

Sono 3 invece i gruppi di farmaci più efficaci:

  1. I benzimidazoli (come il fenbendazolo), diversamente da altre tipologie di farmaci, possono uccidere le uova dei nematodi e sono disponibili in granuli, pasta e in sospensione. 
  2. I lattoni macrociclici (come l'ivermectina e la moxidectina) sono alcuni dei farmaci più efficaci e possono anche uccidere i parassiti esterni, come i pidocchi e gli acari
  3. L'isochinolina e la pirazina (come il praziquantel) sono efficaci solo contro i nematodi e non contro le tenie e per questo motivo, vengono assunti spesso con i lattoni macrociclici.
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